Non c’è pace al Casinò
Al Casinò di Sanremo sono giorni difficili. Un dipendente, intercettato al telefono con un camorrista, a gennaio è stato arrestato per associazione a delinquere.
Il ministro Claudio Scajola, che del Ponente ligure è il dominus incontrastato, ha attaccato a testa bassa:
Il Casinò ha dato alla città più danni che benefici. E’ una fonte di caduta dei valori.
Probabilmente a Scajola brucia ancora una vecchia storia di mazzette che, come epicentro, aveva proprio il Casinò. Era il 1983: lui fu accusato di concussione, si fece 80 giorni a San Vittore, poi fu scagionato. Forse il ministro non ricorda che nel 2002, quando fu assunto a chiamata diretta il dipendente infedele, l’amministratore delegato della casa da gioco era Fermo Martinelli, cognato di quel Pietro Isnardi a lui così vicino: la figlia ha sposato Marco Scajola, suo nipote.
Non solo. Chi era quell’anno lo psicologo della commissione di valutazione che interrogò 39 croupier da assumere? Lo stesso Marco Scajola, poi diventato vicesindaco di Imperia. E. F.
da L’Espresso del 18 Febbraio 2010